la polizia in mutande

Questa la lettera pubblicata sul giornale la Repubblica il 3 luglio 2010, firmata dall‘Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.

Questa la situazione in cui si trovano loro e non sono gli unici a patire tra i settori dei così detti povera gente. Nel così detto Governo della Sicurezza tutto ci fa pensare che un giorno mentre andiamo al lavoro, vedremo un poliziotto in mutande arrestare qualcuno per strada, un’auto blu abbandonato in circonvalazione e i senza tetto che ci dormono dentro, un carabinirere che puntando una pistola ad acqua urla “al ladro!” ed infine le lezioni per diventare poliziotti fatte nel parco mentre i nostri figli giocano a guardie e ladri assieme a loro.

E mentre scrivo, penso alla così criticata poesia di P.P.Pasolini “IL PCI ai giovani!” e non ho più parole….

“Il trattamento che il Governo riserverebbe ai Funzionari di Polizia, ai Poliziotti ed agli uomini ed alle donne dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale, dell’Esercito, dell’Aeronautica, della Marina e delle Polizie Locali, è iniquo.
E’ paradossale che lo stesso Governo che riconosce il debito contratto con ogni singolo operatore di polizia per i numerosi risultati conseguiti nella lotta al crimine ed alla mafia, adotti misure finanziarie che mettono le mani nelle tasche dei poliziotti, sia adesso che quando andranno in pensione, restando indifferente ai sacrifici ed allo spirito di abnegazione delle Forze dell’Ordine.
La manovra finanziaria penalizza le aspettative degli uomini e delle donne che garantiscono l’ordine e l’esercizio del vivere democratico, anche a costo della loro vita, e rischia di non soddisfare la richiesta di sicurezza degli italiani.
La Polizia, al pari delle altre Forze dell’Ordine, conta su un numero di uomini sempre minore e sempre più anziano, eppure la manovra taglia ulteriormente del 10% le risorse per la sicurezza, dopo la pesante sforbiciata del 2008, alcuni uffici sono stati chiusi ed ora si progetta di chiudere due scuole di polizia e perfino un Commissariato a Napoli. E siamo solo all’inizio della cosidetta razionalizzazione!
La manovra nell’istituire le zone a burocrazia zero nel meridione, ha dimenticato di escludere dalla deregulation quegli atti riguardanti la sicurezza pubblica, dando la ghiotta opportunità al crimine organizzato di eludere le norme antimafia nei territori più soggetti alle infiltrazioni di mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita. Auspichiamo che il Parlamento si accorga della disattenzione e vi ponga rimedio, sarebbe una modifica a costo zero mentre perseverando nell’errore si costringerebbe il Paese a pagare un prezzo altissimo.
La manovra allontana, ancora una volta, l’attesa e necessaria riforma della carriera dei Funzionari di Polizia, come pure del restante personale della Polizia di Stato, delle altre Forze dell’Ordine e delle Forze Armate.
La manovra, nell’imporre che nel trennio 2011-2013 “il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti” della pubblica amministrazione, non possa superare “in ogni caso” il trattamento goduto nel 2010, penalizza, oltre misura, le neomamme in aspettativa, chi si è ammalato, chi ha avuto incidenti per motivi di servizio, chi ha frequentato corsi nel 2010 e compromette, altresì, l’operatività dell’intero Corpo di Polizia poiché esso non può utilizzare a pieno regime i propri uomini nei servizi straordinari, di ordine pubblico ed esterni agli uffici in caso di necessità, emergenza o urgenza.
La manovra raggiunge l’assurdo di non pagare lo stipendio ai funzionari ed ai poliziotti che dovessero essere promossi per merito straordinario, anche, ad esempio, nel caso in cui arrestassero il numero uno dei latitanti, Matteo Messina Denaro, poiché sono stati bloccati gli aumenti dovuti alle progressioni in carriera!
E’ irrazionale risparmiare sui bisogni della sicurezza.
Noi, che come molti italiani, tutti i giorni tiriamo la cinghia, ci permettiamo di dare alcuni concreti suggerimenti:
• Efficienza nell’uso delle tecnologie e nell’impiego delle risorse umane restituendo i Poliziotti alla Polizia: presso le Prefetture, Ministeri, altri Uffici centrali, regionali ed in Autorità varie, i Poliziotti sono utilizzati come “portieri, autisti e centralinisti”. Mentre nelle grandi e medie città si ha spesso difficoltà a rispondere anche alle chiamate del 113 e mancano risorse per formare i quadri, studiare i fenomeni trasgressivi e combattere il crimine. Nelle sole Prefetture ed al Ministero dell’Interno sono impegnati impropriamente circa 3000 uomini, che equivalgono a tre volanti in più, sulle 24 ore, per ogni provincia italiana. Si investa in tecnologie avanzate, si utilizzino se necessario, guardie giurate e personale civile, ma si restituiscano i Poliziotti alla Polizia;
• Organizzazione più razionale delle auto “blu”, dei mezzi e dei servizi di scorta: troppi uffici si occupano, di auto ministeriali, di scorte di sicurezza a politici e potenti, con una moltiplicazione dei costi organizzativi e di addestramento. Mentre questa voragine inghiotte miliardi di euro dei cittadini e costituisce una fonte di malcostume, a volte solo per alimentare i privilegi discutibili di Vip veri o presunti, oltre il 60% delle imbarcazioni, degli aerei e degli elicotteri operativi della Polizia di Stato sono a terra per mancanza di manutenzione, di pezzi di ricambio, di carburanti. E’, perciò, necessario che la scure si abbatta sulle auto “blu” di Ministeri, Enti Pubblici e Locali e non sulla Sicurezza;
• Riduzione della pratica di outsourcing. La pratica gestionale di affidare a soggetti esterni, consulenti o società amiche di influenti, ha prodotto una incoerente moltiplicazione dei progetti e degli appalti, ha determinato onerosissime inefficienze, ha indotto una lievitazione esponenziale dei costi di acquisizione dei mezzi e delle tecnologie, non sempre affidabili, dei sistemi informatici e telematici;
• Valorizzazione e promozione delle professionalità interne, apertura a nuove risorse. La Polizia ha, al suo interno, grandi professionisti e potenzialità tecniche inespresse o sottoimpiegate che, con modesti investimenti e un approccio creativo coraggioso, potrebbero essere messe al servizio del Paese. Le Scuole, i laboratori tecnici, gli istituti di medicina legale potrebbero essere largamente utilizzate per le esigenze formative anche del personale delle Polizie locali ed estere evitando costose duplicazioni. L’integrazione e il coinvolgimento anche dei giovani figli di immigrati, oltre a favorire l’affermarsi di una cultura della cittadinanza, impegnerebbe nella lotta alle mafie e alla malavita d’importazione forze fresche più incisive per fronteggiare un fenomeno non del tutto conosciuto;
• Controllo sulla spesa immobiliare. Dovrebbe essere esercitata un’attenta vigilanza sulle operazioni di dismissione, sui frettolosi interventi di cartolarizzazione, sulle azioni di decentramenti e sulla pratica degli affitti milionari, che in questi anni hanno moltiplicato le spese per le strutture e le infrastrutture, a favore di ben individuabili imprenditori del mattone;
• Motivazione al risparmio per i Dirigenti ed i Poliziotti. La manovra finanziaria si rivela iniqua negli obiettivi e poco lungimirante nei modi: taglia molto e non premia. Non sono previsti incentivi per quanti, con buone idee o altrettanto buone pratiche di gestione, riescano a conseguire sensibili risparmi di esercizio, con una strategia di persuasione al buon governo che ha funzionato con successo in altri Paesi.
Con la stessa serenità con la quale riusciamo ancora ad affrontare i più gravosi servizi di ordine pubblico e di polizia giudiziaria compiendo ogni giorno scelte responsabili, diamo la nostra disponibilità ad un dialogo costruttivo per contribuire alla lotta agli sprechi finalizzato a modifiche della manovra che corrispondano ai bisogni della sicurezza.”

Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.

http://www.anfp.it

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