nuove proteste dai sindacati di polizia

E se gli organi che compongono la pubblica sicurezza si mettessero insieme contro il Governo e al servizio del cittadini stabilissero come ai tempi di Benito la Polizia di Regime? Se ci fosse un colpo militare che destituisse il Presidente?

Non è la prima volta nella storia che il Potere si serve della forza armata per ristabilire il Potere: c’è un governo che esce ed un’altro che entra.

La dittatura, sappiamo, è già arrivata, dai. Non è arrivata in un colpo solo con la presa del potere in diretta tv con il servizio speciale di Vespa, ma lentamente, legge dopo legge; rincoglionimento del popolo dietro superficiale conformismo. Tal volta, impotenza a fatti compiuti.

Più difficile essere onesti che disonesti. Soprattutto quando a forza di essere onesto passi per coglione.

Ma quando la dittatura tocca i conti pubblici e arriva al Settore della Pubblica Sicurezza…beh, lì non è come nel settore della Cultura che si mangiano a vicenda, lì non è come nella Sanità dove i privati e le società farmaceutiche fanno buon viso a cattivo gioco. Lì, la politica la sanno fare e sanno anche come.

Almeno, in teoria, potrebbero.

Chissà che dall’oppressione ci tirino fuori a manganellate.

MANOVRA: SINDACATI POLIZIA; NUOVA BEFFA, ORA PROTESTE ECLATANTI
(ANSA) – ROMA, 16 LUG –

Il maxi emendamento approvato con voto di fiducia al Senato e’ ”l’ennesima beffa ai danni del settore sicurezza” di fronte al quale i sindacati di polizia
annunciano ”azioni di protesta eclatanti e clamorose per la prossima settimana in concomitanza con la discussione in aula alla Camera del provvedimento”. Lo annunciano in una nota congiunta tutte le sigle sindacali di Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale, Rappresentanze della Guardia di Finanza e Aeronautica Militare a cui si aggiungono, con iniziative autonome, i Co.Ce.R. delle altre forze armate. I sindacati contestano in particolare il via libera al maxi emendamento ”senza l’inserimento del sub emendamento annunciato nei giorni scorsi in un’apposita conferenza stampa dei Ministri dell’Interno e della Difesa, Maroni e La Russa, alla presenza del Ministro dell’Economia Tremonti per salvaguardare compiutamente la specificità professionale e la funzione delicata ed imprescindibile” dei corpi di polizia e difesa. Una decisione che ”mostra la totale sordità del ministero
dell’Economia e della compagine governativa”.

”E’ finito il tempo della melina – continuano i sindacati e le rappresentanze militari – il Governo e la maggioranza hanno mostrato chiaramente il proprio intendimento nei confronti della sicurezza del Paese, dei cittadini e verso gli operatori che la garantiscono”. Senza modifiche, ”il giudizio sulla manovra era e resta di totale insoddisfazione, di completa amarezza e di accresciuta rabbia”.

Carolina Calle Casanova


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